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Auguri

Il natale e l’anno nuovo portano inevitabilmente i pensieri su quel che abbiamo fatto in questo anno, su quel che abbiamo vissuto, provato, sentito, visto, ascoltato… Vediamo di non ripetere le stesse scemate nel 2010 e cerchiamo di non crogiolarci in buoni propositi, che poi all’effettivo non vengono messi in atto. Riuscite a sentirvi un po’ più buoni tra oggi e domani? E allora fate sì che ogni giorno della vostra vita sia natale! Auguri, ragazzi!

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E per forza di cose mi ritrovo anch’io a parlare di Berlusconi e del suo povero viso. Sappiamo tutti com’è andata, sappiamo tutti che è successo, inutile andare dietro a cazzate come attentato organizzato apposta dalla stessa vittima… sono tutte cose che cambiano poco e niente la situazione.

Mi appello invece a tutti quelli che dicono “Ha fatto bene! Deve morire!” come pure a quelli che sentono di adorarlo come un Dio. Vi rendete conto di quanto riuscite a farvi strumentalizzare? Dall’una e l’altra parte, siete strumenti senza cervello in mano a una ristretta cerchia di persone che ci propina programmi insulsi e giocattoli per farci stare zitti o per farci dire soltanto quello che vogliono LORO.

Sinistra, destra, centro, sud, est, ovest… sono tutti indegni approfittatori che non si schiodano dalle proprie poltrone e che vivono nel lusso a discapito di altri! Ideologia, valori… Speranze vane! Sono stati tutti buttati nei cassonetti anni or sono, anzi, forse non sono mai esistiti, e la nostra è solo un’illusione.

Un gesto di violenza è sbagliato a prescindere, e verso un solo politico, chiunque esso sia, è inutile e controproducente. Se volete invece una rivoluzione, prendiamo mano alle armi e andiamo contro TUTTI quelli che pensano di poter occupare le loro poltrone a buffo… dal primo all’ultimo, nessuno escluso. Perché ora come ora ad andare di poltrona in poltrona sono sempre gli stessi, che cambiano partito ogni volta che gli fa comodo, ma che restano comunque sempre là, con migliaia di € al mese e la pancia piena.

Dunque unica attuale soluzione: la rivoluzione. Ma poi c’è per caso qualcuno in grado di poter far meno peggio in un paese come il nostro… in un mondo come il nostro? Dopo una bella e sofferta battaglia rivoluzionaria, ci ritroveremo nella stessa situazione di ora, con un nuovo Berlusconi e altri poltroni; così è sempre stato e sempre sarà.

L’arte del fotografare è capace di regalare emozioni che poche altre cose sanno trasmettere; unire poi la fotografia alla modifica grafica crea un’ulteriore sfaccettatura artistica da osservare ed ammirare. Nel mio piccolo e nella mia totale inesperienza, spinta dal solo bisogno di fare arte per star bene, mi sono cimentata in qualche prova 😉

Specchio dimensionale a Versailles

Riflesso allo specchio

Dietro lo specchio

Occhio di vetro! Ho usato la gomma di Photoshop ed è apparsa 'sta cosa! °° In più qualche effetto di fogliame.

Sfiora i vetri: essi nascondono varchi dimensionali costituiti da un materiale pesante simile all'acqua, che sinuosamente si muove e attraversa le pareti.

Sign

Disneyland sospesa nel tempo. A destra il tempo che scorre inesorabile, con dei colori spenti, tristi, di abbandono... A sinistra un mondo gioioso, pieno di colore, desideroso di restare immobile, fra i negozi o con una maschera di zucca... Al centro una linea temporale divide i due tempi e i due spazi, con foglie nere che cadono indisturbate a destra e che si attenuano a sinistra per testimoniare lentezza e sospensione.

Natale

Uff °° Dicembre è stato un mese da panico: Haruhi ha portato anche me in giro per la città alla ricerca di fenomeni inusuali e misteriosi… E nel frattempo, senza che nessuno se ne rendesse conto, è arrivato natale!

Il natale ti sorprende sempre alle spalle, con le sue grandi luci sulla città, con i sorrisi dei negozi pronti a incantarti con carta rossa qualche pacchetto; c’è chi lo ama e chi lo odia, chi si emoziona e si sente più buono, chi non vede l’ora di chiedere in regalo quello di cui sentiva il bisogno e chi spera che tutto finisca in fretta… Nella maggior parte dei casi il Natale è un’accozzaglia di perbenismo mal riuscito, di spese lussuose e superflue, di cibo da sprecare e di ipocrisia divagante. Così è per i grandi, i bambini invece hanno ancora la possibilità di viverlo come una festa gioiosa, e sorridono nel vedere gli adulti che tentano e si sforzano di rendere diversa, almeno per qualche giorno, la sporca società in cui viviamo.

Non svegliatemi fino a capodanno. Torno bambina per un po’!

Contemplazione

Biscotti vanigliati

Kyon è riuscito a calmare Haruhi =.= Menomale… Ah… Haruhi mi ha detto che interverrà nei commenti di questo blog… Immagino che dovrò lasciarla fare ^^’

Primo post della categoria Cucina e ricette 😉

Non sono una di quelle persone che ama molto cucinare: l’estro e la voglia di creare sempre qualcosa di nuovo mi porta a far pastrocchi e pasticci misti di non so neanche cosa. Di tanto in tanto però mettersi in cucina e seguire diligentemente una ricetta aiuta a pensare e a non pensare, a seconda dei casi e del bisogno… un po’ come la notte che porta consiglio.

Pochi giorni fa ho fatto dei semplicissimi biscotti; la fantasia l’ho applicata alle forme e non all’impasto (e menomale!). Cucinare può essere espressione artistica e aiuto psicologico per molti. Fa bene soprattutto preparare dolci, perché si sa come si dice: con un poco di zucchero in più il mondo sarebbe migliore.

★★★

Biscotti vanigliati: la ricetta

– Ingredienti –

Burro (100g)
Zucchero a velo (100g)
1 Uovo
Vanillina (2 cucchiaini)
Farina 00 (220g)
Un pizzico di Bicarbonato
Un pizzico di sale

– Procedimento –

Mettere in una terrina il burro, l’uovo, lo zucchero a velo e la vanillina. Mescolare il tutto.
Setacciare la farina e aggiungerla gradualmente all’impasto, assieme al bicarbonato e al sale.
Mettere il preparato in frigo per circa 30 min.
Creare le forme che si preferiscono e disporle su una teglia con carta da forno.
Infornare per 20/25 min. a 160°

Riforma scolastica

I governi continuano a fare cambiamenti e riforme sulla scuola. I VERI problemi però sono sempre gli stessi e non li risolve mai nessuno. Fra i principali c’è la libertà assoluta di cui gode la classe insegnanti. Perché si parla di stipendi, di scioperi, di bullismo, di ragazzi ingrati che non si comportano come dovrebbero, di ragazzi fannulloni che non studiano… (tutte cose anche vere per carità) ma non si parla MAI della classe insegnanti e professori, che NON FUNZIONA, pur essendo la categoria principale su cui dovrebbe reggersi in piedi una nazione!

Gli insegnanti e tutti quelli che hanno un posto statale vinto per concorso (la cui veridicità può essere quasi sempre discutibile) possono anche crogiolarsi tutto il giorno, perché il lavoro, per legge, non può toglierglielo nessuno. Se commettono errori gravi, rischiano al massimo trasferimenti in altre sedi… niente di più. Il loro posto è garantito. Ecco allora che prolifica gente completamente incompetente e assolutamente non in grado di trasmettere i propri insegnamenti a dei ragazzi. Ho visto professoresse commettere errori grossolani nelle correzioni di compiti in classe… Ho parlato di come il tempo fosse bello durante molte delle mie interrogazioni per scoprire, con divertimento, che la persona che mi stava interrogando non prestava minima attenzione a quel che stavo dicendo… Ho avuto un’insegnante alle elementari assumere un comportamento alquanto discutibile nei confronti di bambini, con atti di violenza psicologica che avrebbero potuto avere ripercussioni non di poco conto in futuro… Ho visto persone a me vicine accusate senza validi motivi di praticare pericolose attività come la stregoneria da una professoressa evidentemente psicolabile… Potrei raccontarne tante e io sono una sola. Pensiamo a quanti ce ne sono di casi di questo tipo in Italia.

Lamentarsi? Combattere? Fare qualcosa per cambiare questo scempio? Fatto e finito a tarallucci e vino. Denunce per i casi più gravi? Fatto. Servito a qualcosa? A niente. Parlare con il preside? Fatto anche quello. Inutile: il preside non ha in realtà alcun potere sul corpo insegnanti. Scrivere al provveditorato? Fatto. Mai ricevuta alcuna risposta. L’unico intervento è il trasferimento di classe in classe o di scuola in scuola di quegli insegnanti che hanno commesso qualcosa di particolarmente grave. Ma… Gira che ti rigira, deve esserci sempre un gruppo di ragazzi costretto a subire l’incompetenza di un adulto che dovrebbe lasciare il proprio posto a qualcuno migliore di lui. Perché non c’è una legge che protegge coloro che pur rappresentando il futuro di una nazione, si ritrovano come insegnanti delle persone assolutamente non in grado di fare il loro lavoro? Poi ci stupiamo a sentir parlare di bullismo, ci meravigliamo nello scoprire l’esistenza di giovani incapaci di distinguere il bene dal male, le cose giuste da quelle sbagliate.

La prima vera riforma della scuola dovrebbe dunque riguardare il corpo insegnanti. Il loro operato, con meriti ed errori, deve poter essere portato a giudizio; gli interventi devono essere concreti, devono portare una soluzione definitiva. La paura di perdere il posto potrebbe senz’altro spingere molti insegnanti a fare il proprio lavoro con più serietà, umiltà ed interesse.

Cambierei poi l’assetto e la gerarchia presente nelle diverse categorie di insegnanti da:

Maestri delle elementari
Professori delle scuole medie inferiori
Professori delle scuole medie superiori
Professori universitari

a:

Professori universitari
Professori delle scuole medie superiori
Professori delle scuole medie inferiori
Maestri delle scuole elementari

Dare l’importanza che attualmente detengono i professori universitari ai maestri delle scuole elementari e così via per tutte le categorie. Propongo un vero e proprio ribaltamento della gerarchia, negli stipendi e nel percorso da intraprendere.

Sembra assurdo? In realtà non lo è affatto.

Metti il mouse sulla bocca del bambino xD

Pensate che si apprende molto più e in meno tempo durante gli anni delle scuole elementari che in tutti quelli successivi. La mente dei bambini è fresca, cattura tutto quel che vede e percepisce senza alcuna astrusa riflessione. Alle elementari è importante quindi avere degli insegnanti in grado di guidare questo veloce flusso in fermento che percorre la mente di ogni bambino. L’insegnante non solo deve aver assimilato completamente quel che deve trasmettere, ma deve anche usare i giusti modi per poter essere compreso. Deve letteralmente tradurre le proprie conoscenze in un linguaggio facile ed efficace. Deve soprattutto divulgare quello che è il primo metodo di studio, che sarà essenziale per tutta la vita. L’insegnate deve essere poi psicologo, comprendere, aiutare e pazientare più di chiunque altro. Le scuole elementari giocano, in una società che si rispetti, un ruolo di importanza primaria per il futuro di una nazione.

Percorrendo la gerarchia al contrario incontriamo poi i professori delle scuole medie inferiori e superiori, il cui ruolo dovrà basarsi soprattutto sull’ampliamento delle conoscenze apprese durante le scuole elementari, sull’assunzione di una sufficiente proprietà di linguaggio scritto e orale, sullo sviluppo di un primo senso critico.

Le università dovranno infine occuparsi delle specializzazioni, come già effettivamente fanno. Il ruolo dei professori, in molte facoltà, è per lo più marginale; i ragazzi possono proseguire anche per proprio conto, serve soltanto qualcuno che li indirizzi, che possa guidarli nelle scelte di testi e nell’ampliamento di maggiori conoscenze. Perché questo sia possibile, i ragazzi devono poter arrivare all’università con un bagaglio culturale sufficiente, un esemplare metodo di studio applicabile in ogni occasione, una perfetta proprietà di linguaggio e uno sviluppato senso critico, e questo è compito delle scuole dell’obbligo.

Nei programmi e nell’insegnamento bisognerebbe dare maggiore spazio a: lettura di libri non solo classici ma di ogni genere, in modo tale da sfruttare l’interesse dei ragazzi e migliorare la loro proprietà di linguaggio; compilazione di scritti (il classico tema) privi però della solita traccia trita e ritrita, in modo da sviluppare la fantasia e in modo da sforzare i ragazzi a pensare e a riflettere per proprio conto; compilazione di tesi e tesine durante tutti gli anni scolastici e non soltanto al momento degli esami di maturità, al fine di sviluppare il senso critico, la proprietà del linguaggio scritto e il pensiero; dare meno importanza alle nozioni (che tanto tutti scordiamo qualche giorno dopo) e spingere invece i ragazzi a sviluppare un’opinione su ciò che vedono o leggono, prima di apprendere dai relativi studi presenti nei testi; organizzare lezioni di dibattito e far parlare tutti in classe su un determinato argomento trattato.

Questa è soltanto la bozza di un’eventuale riforma. Che il mondo scolastico in Italia possa migliorare… Sono alquanto scettica a riguardo, ma si sa come si dice: la speranza è sempre l’ultima a morire. Ja neee!